Agenzia Hawzah News – Tra gli eventi più significativi della storia islamica vi è senza dubbio quello di Ghadir Khumm, avvenuto il 18 di Dhul-Hijjah dell’anno 10 dell’Egira. Di ritorno dal suo ultimo pellegrinaggio alla Mecca, il Profeta Muhammad fermò una grande moltitudine di fedeli presso l’oasi di Ghadir Khumm, un importante crocevia tra la Mecca e Medina, e pronunciò un discorso che avrebbe assunto un ruolo centrale nella questione della successione alla guida della comunità islamica.
Secondo le fonti storiche e tradizionali, il Profeta fece radunare i pellegrini sotto il sole cocente del deserto, richiamando anche coloro che avevano già proseguito il cammino e attendendo chi era rimasto indietro. Dopo aver ricordato l’imminenza della propria dipartita e aver esortato i musulmani a rimanere fedeli al Corano e alla sua Famiglia, prese la mano dell’Imam Ali ibn Abi Talib e pronunciò la celebre dichiarazione:
مَنْ كُنْتُ مَوْلَاهُ فَهَذَا عَلِيٌّ مَوْلَاهُ
«Chiunque io sia il suo mawla [signore], Ali è il suo mawla»
Questa celebre frase è stata trasmessa da un numero elevato di compagni del Profeta e riportata in numerose opere storiche e raccolte di hadith. La vastità della documentazione disponibile ha portato molti studiosi a considerare Ghadir uno degli eventi meglio attestati della storia islamica delle origini.
Secondo la dottrina sciita, il termine mawla impiegato dal Profeta non indica semplicemente amicizia o vicinanza, ma signoria, autorità, guida e diritto alla successione. Tale interpretazione trova conferma nell’intero contesto del discorso pronunciato a Ghadir. Prima della proclamazione, infatti, il Profeta chiese ai presenti: «Non ho forse maggiore autorità su di voi di quella che avete su voi stessi?». Dopo aver ricevuto risposta affermativa, pronunciò la celebre frase riguardante l’Imam Ali. L’accostamento delle due affermazioni mostra chiaramente che il tema centrale non era la semplice amicizia, già prescritta dall’Islam tra tutti i credenti, ma la guida della comunità dopo il Profeta.
La rilevanza dell’evento emerge anche dalle circostanze in cui si svolse. Se l’intenzione fosse stata soltanto quella di raccomandare affetto e rispetto per l’Imam Ali, non sarebbe stato necessario fermare decine di migliaia di pellegrini in una regione desertica e sottoporli a una lunga attesa. L’eccezionalità della convocazione dimostra invece che il Profeta intendeva comunicare una questione decisiva per il futuro dell’Ummah.
Le fonti riportano inoltre che, dopo il sermone, numerosi compagni si congratularono con l’Imam Ali. Tra le espressioni tramandate figura quella di Umar ibn al-Khattab, che si rivolse ad Ali dicendo: «Congratulazioni, o Ali! Sei divenuto il mawla di ogni uomo e donna credente». Tali congratulazioni sarebbero difficilmente spiegabili se il messaggio del Profeta avesse riguardato soltanto un generico invito all’amicizia.
Nella prospettiva sciita, Ghadir Khumm rappresenta dunque la proclamazione ufficiale della Wilayah e dell’Imamato dell’Imam Ali. Per questo motivo l’evento è considerato il completamento della missione profetica e uno dei momenti fondamentali della storia dell’Islam. Non si tratta semplicemente dell’esaltazione delle virtù dell’Imam Ali, già riconosciute da amici e nemici, ma dell’annuncio pubblico della sua responsabilità come guida della comunità dopo il Profeta.
A distanza di secoli, il messaggio di Ghadir continua a occupare un posto centrale nel pensiero sciita. Esso rappresenta il fondamento storico e religioso dell’Imamato e la testimonianza di una continuità della guida divina che non si è interrotta con la dipartita del Profeta Muhammad, ma è proseguita attraverso gli Imam Immacolati della sua Famiglia.
Mostafa Milani Amin

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